Loxam: il progetto di street art "On the wall"a Genova

Loxam e Nacanco Nove: il progetto di street art "On the wall"a Genova

On the Wall è il progetto di street art sviluppato dal comune di Genova per la riqualificazione dei luoghi colpiti dalla tragedia del Ponte Morandi, il Comune si avvale della collaborazione dell'associazione Linkinart, che già da tempo si impegna per valorizzare Genova tramite i lavori di writers famosi. 

 

Dopo il dramma che lo scorso 14 agosto ha colpito la città, la comunità di Genova ha sentito il forte bisogno di fare qualcosa per i luoghi che sono stati direttamente colpiti dal crollo del ponte. Nasce così il progetto On the Wall, che riunisce numerosi artisti sia del capoluogo ligure che di fama internazionale al fine di creare un polo attrattivo che possa essere di rilevanza artistica e culturale, grazie alla realizzazione di una vera e propria galleria artistica a cielo aperto sui muri delle case del quartiere di Certosa. 

 

Nacanco Nove ha da subito deciso di partecipare per rendere possibile questo evento, mettendosi a disposizione sia in qualità di partner tecnico fornendo i propri mezzi di sollevamento aereo, che come sponsor diretto di una delle opere murali, nello specifico quella realizzata da Antonello Macs, intitolata “Liberi di perderci”. 

 

Da sempre il gruppo Loxam si impegna a supportare street artist in tutta Europa mettendo a disposizione i propri mezzi, spesso proprio per lavori di riqualificazione, anche per questo è stato un piacere poter partecipare ad un evento importante per Genova come On the Wall, contribuendo inoltre a fornire un aiuto alle zone colpite dalla tragedia del Ponte Morandi tramite questa importante iniziativa. 

 

A testimoniarlo è anche il commento del direttorecommerciale di Nacanco Nove, Stelio Girardi, che durante la presentazione dell'iniziativa a Palazzo Tursi ha affermato: “Per noi è molto importante poter far sentire la nostra vicinanza alla cità di Genova, sia perché è un territorio su cui siamo presenti da più di 10 anni, sia perché nel nostro DNA abbiamo l'arte sviluppata in verticale sulle grandi superfici".