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Sostenibilità: come costruire un cantiere sostenibile

05/06/2026

Pubblicato da Redazione

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È nella fase di cantiere che tutte le attività di pianificazione e progettazione trovano la loro concreta attuazione. È qui che le scelte compiute nelle fasi precedenti si traducono in azioni operative e che gli obiettivi definiti in sede progettuale possono essere effettivamente raggiunti

 

In termini di sostenibilità, il cantiere rappresenta quindi il momento decisivo per verificare la capacità di rispettare il quadro progettuale e conseguire i risultati prefissati sotto il profilo ambientale, economico e sociale.

Nel contesto delle politiche di transizione ecologica promosse a livello europeo e nazionale – dall'Agenda 2030 delle Nazioni Unite al Green Deal europeo, fino al programma Next Generation EU e al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – le stazioni appaltanti attribuiscono un'importanza sempre maggiore alla capacità degli operatori della filiera delle costruzioni, dalle società di progettazione alle imprese esecutrici, dai produttori di materiali ai fornitori di tecnologie e servizi, di integrare concretamente i principi della sostenibilità nella gestione del cantiere. Si tratta di un ambito caratterizzato da una molteplicità di aspetti tecnici, organizzativi e gestionali che, nel loro insieme, incidono in modo significativo sulla qualità e sulle prestazioni dell'opera. Il cantiere sostenibile costituisce pertanto un banco di prova fondamentale per trasformare gli obiettivi della sostenibilità in risultati concreti. Affrontare questa sfida significa, al tempo stesso, cogliere un'importante opportunità di innovazione, efficienza e creazione di valore.

Dal punto di vista economico, il cantiere rappresenta il luogo in cui è possibile ottimizzare l'impiego delle risorse, ridurre gli sprechi e massimizzare il recupero e il riutilizzo dei materiali, applicando i principi del "Reduce, Reuse, Recycle". Sotto il profilo sociale, è nella fase esecutiva che si pongono le basi per migliorare il benessere delle comunità interessate dalle attività di cantiere e, successivamente, dalla fruizione dell'opera realizzata, favorendo un rapporto equilibrato tra infrastruttura e territorio. Anche sul piano ambientale il cantiere assume un ruolo determinante, poiché consente di adottare misure finalizzate a minimizzare gli impatti sull'ambiente, perseguendo obiettivi quali la Carbon Neutrality, la riduzione della Carbon Footprint e la salvaguardia delle diverse componenti ambientali, comprese le acque superficiali e sotterranee, l'aria, il suolo e il sottosuolo, la biodiversità, il clima e il paesaggio. L'impiego di fonti energetiche rinnovabili, una gestione sostenibile delle risorse idriche, il recupero dei rifiuti, la valorizzazione dei sottoprodotti e numerose altre soluzioni tecnologiche e organizzative delineano un insieme articolato di strumenti attraverso i quali è possibile conseguire risultati concreti nella realizzazione di infrastrutture sempre più sostenibili, resilienti ed efficienti.

 

Cantiere sostenibile: una definizione

Un cantiere può essere definito sostenibile quando è progettato, organizzato e gestito in modo da soddisfare requisiti specifici di sostenibilità lungo l'intero processo realizzativo. Questo approccio riguarda non solo la fase di pianificazione della cantierizzazione, ma anche la gestione operativa delle attività e gli effetti che il cantiere produce sul territorio, sia durante la sua esecuzione sia dopo la conclusione dei lavori.

La sostenibilità del cantiere si declina innanzitutto nella dimensione economica, attraverso un utilizzo efficiente delle risorse, la riduzione degli sprechi, il massimo riutilizzo delle materie prime e l'adozione di modelli ispirati ai principi dell'economia circolare, promuovendo strategie basate sulle "4R": Reduce, Reuse, Recycle e Renewable. Sotto il profilo ambientale, l'obiettivo è limitare il più possibile gli impatti sul contesto in cui il cantiere si inserisce, contenendo le emissioni di CO₂ e degli altri inquinanti, gestendo correttamente i residui di lavorazione e adottando soluzioni in grado di preservare le matrici ambientali e gli ecosistemi interessati.

La sostenibilità si esprime inoltre nella sua dimensione sociale, ponendo al centro fin dall'avvio delle attività le esigenze delle comunità coinvolte, dei lavoratori e di tutti gli stakeholder che interagiscono con il cantiere e che beneficeranno dell'opera una volta completata. In questa prospettiva assumono un ruolo essenziale il dialogo con il territorio, la condivisione delle informazioni e una comunicazione chiara e trasparente, elementi indispensabili per favorire la partecipazione, costruire un rapporto di fiducia con i portatori di interesse e accompagnare l'intero processo di realizzazione dell'infrastruttura.

 

Gli indirizzi nazionali e internazionali

Nel quadro del programma Next Generation EU, il Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, che ha istituito il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza in risposta alla crisi sanitaria provocata dalla pandemia di Covid-19, ha rappresentato un passaggio fondamentale nell'integrazione delle politiche europee orientate alla sostenibilità ambientale. Il regolamento contribuisce infatti al raggiungimento dell'obiettivo dell'Unione Europea di destinare almeno il 30% del bilancio comunitario ad azioni a sostegno della lotta ai cambiamenti climatici. In quest'ottica, il Dispositivo finanzia esclusivamente gli interventi conformi alle priorità e alla normativa europea, nel rispetto del principio Do No Significant Harm (DNSH), secondo il quale le misure finanziate nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non devono arrecare danni significativi all'ambiente, in coerenza con quanto previsto dal Regolamento (UE) 2020/852 sulla tassonomia delle attività sostenibili.

Nel contesto nazionale, le risorse messe a disposizione da Next Generation EU hanno consentito all'Italia di definire, attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), un articolato programma di riforme, investimenti e interventi finalizzato a sostenere la ripresa economica e sociale del Paese dopo la pandemia. Il Piano individua un percorso di sviluppo volto a rafforzare la competitività, promuovere l'inclusione e accelerare la transizione ecologica e digitale, ponendosi in piena continuità con gli obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e con gli indirizzi strategici dell'Unione Europea.

Il PNRR rappresenta un'opportunità senza precedenti per accompagnare il sistema Paese verso un modello di sviluppo più resiliente, sostenibile e inclusivo. Le consistenti risorse economiche disponibili, unite all'obbligo di rispettare il principio del Do No Significant Harm, la cui osservanza costituisce condizione indispensabile per l'accesso ai finanziamenti, delineano un quadro nel quale la sostenibilità non rappresenta più un obiettivo auspicabile, ma un requisito essenziale nella progettazione e realizzazione degli interventi. In questo scenario, la strategia europea trova concreta applicazione in progetti orientati alla decarbonizzazione, alla transizione ecologica, all'innovazione e all'inclusione sociale, con l'obiettivo di costruire territori e comunità sempre più resilienti, attrattivi, moderni, digitali e attenti alla qualità dell'ambiente.

Un ruolo determinante nel tradurre questi principi in pratiche operative è svolto dalle metodologie e dai protocolli di sostenibilità, che forniscono strumenti condivisi per valutare e migliorare le prestazioni ambientali, sociali ed economiche delle infrastrutture. Tra questi assumono particolare rilievo il Protocollo Envision, gli standard internazionali dedicati alla Carbon Footprinte al Life Cycle Assessment (LCA), nonché le norme ISO relative ai sistemi di gestione. Tali strumenti introducono criteri di valutazione innovativi, supportano le decisioni progettuali e accompagnano tutte le fasi del ciclo di vita dell'opera, contribuendo a rendere concretamente applicabili i principi del DNSH anche nella fase di cantiere e favorendo la realizzazione di infrastrutture sempre più sostenibili.

 

Un modello di “cantiere sostenibile”

Attraverso i suoi gruppi di lavoro e la pubblicazione dei relativi Position Paper AIS – Associazione Infrastrutture Sostenibili contribuisce a sensibilizzare l’intera filiera delle infrastrutture nell’applicazione di metodologie innovative e linee guida favorendo specifiche applicazioni in grado di aumentare i livelli di sostenibilità sia nella fase di progettazione che di costruzione delle infrastrutture.

Un’importanza particolare riveste il nostro modello di rating sul “Cantiere Sostenibile”, diventato ad inizio 2025 la UNI PdR 172.

Per verificarne l’applicazione e le eventuali criticità e/o suggerimenti di miglioramento, AIS, ha organizzato due incontri da remoto su case study di eccellenza dedicati ad alcune tratte ferroviarie relative a cantieri della Torino – Lione e della Napoli – Bari, che hanno visto la partecipazione di Manuela Rocca e Marzia Giacoia di TELT, Alessandra Regazzi e Andrea Pilli Net Engineering e Giulia Demicheli di Itinera, di Daniela Putzu e Andrea Di Fabio di FS Engineering.

Le esperienze illustrate hanno confermato non solo la validità del modello proposto da AIS ma anche la necessità di favorirne un sempre maggiore ricorso da parte delle stazioni appaltanti.

Come sottolineato dalla coordinatrice del gruppo di lavoro e consigliera AIS Patrizia Vianello di ambiente srl molte sono state le sollecitazioni e gli stimoli per approfondimenti in una logica evolutiva del modello così come sull’importanza di una forte promozione presso committenze, società di progettazione e imprese.

Nella seconda giornata è intervenuta anche Sara Padulosi di ANAS che ha sottolineato come nel nuovo Accordo quadro la PdR sia entrata come un elemento di riferimento per tutte le gare di appalto.

 

Il ruolo della digitalizzazione

La digitalizzazione rappresenta oggi uno dei principali fattori abilitanti per il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità concreti, misurabili e verificabili. Tra gli strumenti più rilevanti, il Building Information Modeling (BIM) riveste un ruolo centrale, consentendo di valutare la fattibilità di un'opera, ottimizzarne la progettazione e supportarne la gestione lungo tutto il ciclo di vita. L'integrazione tra processi BIM e tecnologie GIS (Geographic Information System) permette inoltre di analizzare il contesto territoriale in cui l'infrastruttura si inserisce, monitorandone le caratteristiche e le trasformazioni nel tempo. Oltre a supportare la progettazione, il BIM si dimostra uno strumento efficace anche durante la fase costruttiva e nelle successive attività di gestione, manutenzione e dismissione dell'opera. In questa prospettiva assume particolare importanza la gestione delle diverse dimensioni del modello informativo, che dal tradizionale 3D si estendono al 4D, dedicato alla programmazione temporale delle lavorazioni, al 5D per il controllo dei costi, al 6D per il Facility Management e al 7D, orientato alla valutazione e al monitoraggio della sostenibilità.

Parallelamente, la diffusione di tecnologie quali l'Internet of Things (IoT), le reti in fibra ottica e il 5G ha ampliato in modo significativo le possibilità di raccolta, trasmissione e gestione dei dati provenienti dal cantiere. Sensori e dispositivi intelligenti consentono infatti di acquisire in tempo reale un'elevata quantità di informazioni direttamente sul campo, rendendole immediatamente disponibili per attività di elaborazione, analisi e monitoraggio. L'integrazione di tali dati con strumenti di Artificial Intelligence (AI)e Machine Learning (ML) permette di sviluppare modelli predittivi e sistemi di supporto alle decisioni in grado di migliorare l'efficienza operativa, ottimizzare la gestione delle risorse e monitorare costantemente lo stato di avanzamento dei lavori e delle infrastrutture. A queste tecnologie può affiancarsi anche la blockchain, che offre un ulteriore livello di affidabilità nella registrazione, nella condivisione e nella conservazione dei dati, assicurando tracciabilità, integrità e sicurezza delle informazioni lungo l'intera filiera.

L'impiego delle metodologie digitali contribuisce inoltre a rendere più efficiente la gestione del cantiere attraverso sistemi innovativi per la tracciabilità dei materiali da costruzione, delle forniture e dei processi produttivi e di montaggio. Tali strumenti consentono non solo di monitorare l'origine e la movimentazione dei materiali, ma anche di controllare con maggiore precisione tempi, costi e prestazioni lungo l'intero ciclo di vita dell'opera. Un esempio è rappresentato dall'utilizzo di tecnologie RFID (Radio Frequency Identification), che consentono il tracciamento automatico di materiali, componenti, mezzi d'opera e personale presente in cantiere. Più in generale, l'adozione di un approccio basato sulla digitalizzazione permette di raccogliere, organizzare e analizzare grandi quantità di informazioni, facilitando le attività di controllo, verifica e supporto alle decisioni nelle diverse fasi del processo costruttivo.

Un ulteriore ambito di applicazione riguarda la virtualizzazione delle opere e del cantiere attraverso modelli digitali evoluti. La creazione di ambienti virtuali consente di simulare, già durante la fase progettuale, differenti scenari operativi, valutare gli impatti dell'infrastruttura sul contesto, riprodurre realisticamente le condizioni di cantiere e individuare in anticipo eventuali criticità. Queste simulazioni possono essere utilizzate non solo come strumenti di supporto alla progettazione, ma anche nell'ambito di programmi di formazione e addestramento del personale, consentendo agli operatori di familiarizzare preventivamente con le attività che saranno chiamati a svolgere. La possibilità di visualizzare e analizzare le diverse fasi realizzative prima dell'avvio del cantiere permette infatti di individuare con maggiore tempestività interferenze, problematiche organizzative e criticità tecniche, migliorando la pianificazione e riducendo il rischio di errori durante l'esecuzione delle opere.

Anche la gestione sostenibile delle risorse può beneficiare in misura significativa della digitalizzazione. Nel caso del movimento delle terre, ad esempio, sono oggi disponibili piattaforme software capaci di simulare differenti scenari progettuali e individuare le soluzioni più efficienti mediante algoritmi di ottimizzazione. Tali strumenti consentono di pianificare in anticipo le operazioni di scavo, trasporto e riutilizzo dei materiali, favorendo un impiego più razionale delle risorse e riducendo i conferimenti a discarica. Le simulazioni possono inoltre integrare l'analisi dei flussi di traffico generati dalle attività di cantiere, offrendo al progettista elementi utili per confrontare le diverse alternative in termini di efficienza logistica, tempi di esecuzione e impatti sul territorio. Questo approccio permette di stimare preventivamente i costi, i consumi energetici, le emissioni di CO₂, gli effetti sull'inquinamento acustico e gli altri impatti ambientali connessi sia alle lavorazioni sia ai trasporti. I risultati delle elaborazioni possono infine essere integrati con banche dati condivise e piattaforme informative nazionali, favorendo una gestione sempre più coordinata, trasparente e sostenibile dell'intero processo realizzativo.

 

Come valutare la sostenibilità

Per anni, valutare la sostenibilità di un edificio ha significato essenzialmente misurare i suoi consumi energetici. Classe energetica, fabbisogno di riscaldamento, efficienza degli impianti: parametri importanti, ma che fotografano solo una parte del problema.

Oggi sappiamo che le emissioni operative — quelle generate durante l’uso dell’edificio — rappresentano solo una quota degli impatti ambientali complessivi. Una parte significativa deriva dalla produzione dei materiali da costruzione, dal trasporto in cantiere, dalle lavorazioni edili e, a fine vita, dalla demolizione e smaltimento.

È la logica del ciclo di vita: per capire quanto un edificio sia realmente sostenibile, occorre considerare tutte le fasi, dalla culla alla tomba. Questo approccio è al centro delle nuove normative europee, a partire dalla direttiva EPBD IV (Energy Performance of Buildings Directive), che introduce per la prima volta l’obbligo di calcolare il potenziale di riscaldamento globale (GWP) degli edifici lungo l’intero ciclo di vita.

In questa guida analizziamo cosa significa concretamente sostenibilità degli edifici, quali indicatori utilizzare per misurarla e quali certificazioni attestano le prestazioni ambientali di un progetto.

 

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