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Nacanco e l’Arte

02/07/2017

Pubblicato da Redazione

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A volte le attrezzature Nacanco trovano applicazione in settori inusuali, completamente diversi da quelli tradizionali dell’edilizia, dell’impiantistica industriale, della cura del verde pubblico o della cartellonistica stradale. Sono molte le opere d'arte realizzate negli anni, in cui le piattaforme aeree Nacanco hanno un ruolo di primo piano, spesso come mezzi per la realizzazione e lo smontaggio dell'opera, ma anche come supporto per murales e graffiti, o addirittura come parte integrante dell'opera stessa.

Il progetto Convivium, ad esempio, realizzato dallo street artist Davide Tolasi, è nato per iniziativa dell'amministrazione comunale di Orzinuovi (Bs), che ha voluto la realizzazione di quest'opera. È stato così dipinto un grande murale di 150 m che occupa una parete perimetrale della palestra dell’edificio scolastico di Orzinuovi, per cui hanno fornito un contribuito di rilievo due importanti sponsor, tra cui l'azienda AB Impianti che ha noleggiato la verticale elettrica da 10 m di Nacanco utilizzata dall’artista. “Il murale – spiega l’autore dell’opera - affronta in modo non convenzionale il tema della guerra. Non di una in particolare, ma nell’accezione generale, traducendo in chiave contemporanea il significato della memoria e della pace”. I personaggi raffigurati sul murale – due soldati, un anziano, una donna - sono ispirati alla gente di Orzinuovi, che ha vissuto in prima persona l’esperienza del secondo conflitto mondiale o ai racconti di guerra tramandati da una generazione all’altra. "Alla base del lavoro c'è la voglia di interagire con le persone del posto, creare una rete di relazioni tra bambini, adolescenti ed adulti; questo è lo spirito essenziale per chi vuole praticare quest'arte" aggiunge Tolasi. Le opere di street art, murales o graffiti, sono impiegate spesso in progetti di riqualificazione ambientale o inserite in programmi con tematiche sociali; in queste occasioni vengono frequentemente noleggiate piattaforme Nacanco, per permettere agli artisti di raggiungere le altezze desiderate.

Un altro esempio: al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, un carrello telescopico da 8 m di Nacanco è diventato parte integrante di un’opera dell’artista-architetto greco Aristide Antonas. L’attrezzatura, posta all’ingresso della mostra ‘La Fine del Mondo’, sorreggeva, una palafitta tecnologica, un’unità abitativa immaginata da Antonas in un futuro post-catastrofe. “L’artista-architetto greco – spiega Fabio Cavallucci, direttore del Centro Pecci – è un visionario, che realizza immagini e progetti che appartengono a un mondo dopo la fine. In questo contesto la palafitta, che è una delle prime tipologie d’abitazione umana, diventa - nel futuro post-catastrofe di Antonas - un’entità tecnologica che racchiude in sé le conoscenze di secoli di storia. Il braccio meccanico che la sorregge è l’espressione di questa tecnologia e diventa, perciò, parte integrante dell’opera stessa”. Nacanco, prescelta dal Centro Pecci per la qualità dei servizi e per la vicinanza alla sede della mostra, è stata anche supporter dell’evento inaugurale, a testimonianza dell’impegno concreto della società per il sostegno delle attività culturali, artistiche, didattiche e sociali promosse dal Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci.

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