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Un Ragno XTJ 52/C Palazzani per la Grande Moschea di Algeri

14/06/2018

Pubblicato da Redazione

  • Un Ragno XTJ 52/C Palazzani per la Grande Moschea di Algeri

In Algeria, dal 2000 in poi, grazie anche alla stabilità politica, sono stati numerosi gli investimenti che si stanno concretizzando nella realizzazione di numerose opere e infrastrutture. A spiccare ora è però la Grande Moschea di Algeri, pronta a diventare presto vero punto di riferimento per l'intero mondo arabo oltre che simbolo di imponenza nell'intero Paese ed in tutto il Nord Africa.

Fin da subito, questa opera sembra vantare un importante record poiché si caratterizza come il minareto più alto del mondo con i suoi 270 metri di altezza, 60 in più rispetto a quello dell’Hassan di Casablanca. Disegnato da uno studio di architettura canadese, il progetto vede la presenza di ben 12 edifici, 20 mila metri quadrati destinati alla sala preghiera, uno spazio sufficiente ad accogliere 120 mila fedeli. Ed ancora, una scuola per il Corano che accoglierà 300 allievi, una grande biblioteca religiosa con al suo interno un milione di libri e duemila posti a sedere. Completano l'immensa opera la presenza di terrazze, giardini, musei, ristoranti ed un parcheggio gigante in grado di accogliere fino a 5000 auto.

In questo grande progetto è entrato a far parte anche il Ragno Palazzani XTJ 52/C. Questa piattaforma aerea, con un’altezza di lavoro da 52 m ed uno sbraccio di 19.5 m, avrà un ruolo molto importante: sarà utilizzata per le finiture di montaggio e successivamente la manutenzione della cupola che sovrasta l’intera struttura. Il Ragno XTJ 52/C in versione elettrica (senza motore diesel), è fissato permanentemente a un supporto su rotaia che percorre l’intero perimetro intorno alla cupola, permettendo cosi una pulizia e manutenzione a 360°. Per garantire una maggior sicurezza agli operatori che andranno a utilizzare il Ragno XTJ 52/C sono installati sulla macchina un anemometro elettronico, che calcola la velocità del vento, e un sistema anticollisione al cesto con sensori e laser, i quali impediscono all’operatore di impattare incidentalmente la cupola durante il lavoro.

 

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