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Conoscere l’escavatore cingolato: il sottocarro

14/03/2024

Pubblicato da Redazione

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La base cingolata dell’escavatore è frutto di una accurata combinazione di componenti, il cui corretto dimensionamento gioca un ruolo determinante nel comportamento sul campo della macchina e, non ultimo, della sua affidabilità.

 

Dopo aver analizzato sinteticamente le principali caratteristiche della base cingolata di un escavatore, è necessario entrare maggiormente nel dettaglio dei suoi componenti principali per meglio comprendere come e in quale misura ognuno di essi influenzi il comportamento della macchina. Primo fra questi i cingoli, i cui parametri di valutazione sono rappresentati dalla qualità dei suoi tre componenti essenziali, ovvero le catene, i rulli e le ruote folli anteriori. Quanto alle prime, passo e altezza delle maglie e diametro del perno sono dati da verificare con attenzione, in quanto anche fra catene della stessa classe possono esservi notevoli differenze. Altrettanto importanti i criteri di dimensionamento dei rulli inferiori, che da un lato devono essere singolarmente in grado di reggere il peso della macchina, dall’altro devono essere reciprocamente intervallati secondo regole ben precise. Il criterio attualmente più accettato è quello della spaziatura differenziata; in base a questo principio, i rulli inferiori devono essere più ravvicinati in corrispondenza di ruote motrici e ruote folli, e più intervallati nella zona centrale della cingolatura. 

Passando alle ruote folli anteriori, anche per questo componente sono dati per acquisiti alcuni criteri generali di dimensionamento. In particolare, la precarica dell'ammortizzatore deve essere pari alla forza di traslazione dell'escavatore, mentre l'escursione deve corrispondere a circa l'80% del passo della catena.

Altro componente vitale della base cingolata sono i riduttori di traslazione, che contribuiscono in misura importante a prestazioni e affidabilità della macchina. La tipologia attualmente più diffusa è quella a pistoni assiali a cilindrata variabile con pilotaggio idraulico su due valori, soluzione che permette di ottenere due velocità di traslazione senza intervenire sulla portata d'alimentazione dell’impianto. Ad integrarli sono le valvole di frenatura e le valvole anticavitazione, in genere integrate nella testata dei motori idraulici di traslazione, e i freni di stazionamento – in genere di tipo multi disco a bagno d’olio - che frenano automaticamente le ruote motrici in assenza di traslazione.  

La cosiddetta ralla è invece il componente cui è affidato il collegamento fra la base cingolata e la piattaforma dell'escavatore. Il suo corretto dimensionamento è fondamentale sotto il profilo dell’affidabilità, in quanto una ralla di grandi dimensioni è meglio in grado di contrastare le sollecitazioni provenienti dall’attrezzatura di lavoro; soluzioni costruttive oggi generalmente diffuse sono l'adozione della ralla a semplice corona di sfere e dentatura interna, così come il sistema di ingranamento corona – pignone in camera di grasso stagna, che consente una lubrificazione ottimale e costante. 

Da sottolineare è il fatto che gli escavatori cingolati collocati nelle classi di peso più leggere – indicativamente al di sotto delle 15 tonnellate – si caratterizzano per una serie di ulteriori particolarità costruttive. Tipica in queste macchine è, ad esempio, la presenza di una lama anteriore di reinterro, che svolge anche la funzione di elemento stabilizzatore longitudinale, nonché a possibilità di montare, sia come primo equipaggiamento che in sostituzione, cingolature in gomma al posto di quelle tradizionali in acciaio. 

 

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