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La demolizione dell’ex fabbrica Nut di Creazzo

04/04/2024

Pubblicato da Redazione

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Abbandonata al degrado per decenni, l’ex fabbrica Nut di Creazzo è stata recentemente demolita facendo segnare la fine di un’epoca industriale della cittadina vicentina. Al suo posto, dopo un’opportuna riqualificazione dell’area, sorgerà un complesso residenziale a basso impatto ambientale. Protagoniste dell’abbattimento delle strutture due attrezzature fornite da VTN Europe all’impresa Mattiello Bruno Scavi.

 

Oltre al gradevole paesaggio offerto dalle loro pendici le colline intorno a Creazzo, alle porte di Vicenza, si distinguono anche per una serie di ville di notevole bellezza, conferitele sia dall’eleganza che dall’armonia delle loro architetture, come la settecentesca Villa Fadinelli-Suppiej (o Villa dei Veneziani) o Villa Legrenzi, detta anche Villa del Sole, edificata tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento, o Villa Scola-Camerini, detta il Castello, risalente al XV secolo, o ancora, solo per citarne alcune, Villa Valmarana, conosciuta anche come “la Caserma” e di origine tardo-gotica, Villa Masiero-Pegoraro-Monti, Villa Fochesato e la Villa Zamberlan.

 

Per raccontare l’evoluzione del nucleo cittadino, invece, occorre iniziare da tempi più recenti: è infatti durante il cosiddetto “boom economico italiano”, tra gli anni Cinquanta e Settanta del secolo scorso, che si è registrato a Creazzo un periodo di forte crescita economica e un rapido sviluppo, con una sostenuta spinta demografica e la relativa ubicazione nella prima cintura dell’area metropolitana vicentina che favorirono, con il trasferimento di molti residenti dal capoluogo, la crescita del numero complessivo di abitanti e lo sviluppo dell’area artigianale e industriale. Risale proprio a quegli anni, per la precisione alla fine degli anni Sessanta, l’avvio delle attività della Nut, o La Nogara, ditta specializzata in confezioni tessili sorta proprio al centro del paese le cui strutture - che all’epoca rappresentavano un fulcro produttivo in grado di dare lavoro a centinaia di operai - erano ormai in disuso dal 2007, anno in cui venne dichiarato il fallimento della società, ed erano diventati un “peso eccessivo” per la città.

 

Un futuro più sostenibile

La fabbrica, abbandonata a sé stessa, si era trasformata negli ultimi anni in una sorta di magazzino abusivo. Vecchi mobili, elettrodomestici, banconi da bar e cucine professionali, addirittura un’auto storica: materiale da riempire almeno tre container. Questo è quanto è stato ritrovato al suo interno durante il sopralluogo organizzato per verificare lo stato dell’immobile. Una dimostrazione tangibile di come l’area - vasta circa 3.000 m2 - avesse subito negli anni un costante decadimento, tanto che l’allora sindaco Stefano Giacomin, ora consigliere regionale, nel 2015 firmò un’ordinanza ingiungendo all’allora proprietà a intervenire per la pulizia e la messa in sicurezza. In assenza di risposta, l’amministrazione decise di agire e di rivalersi sulla proprietà. Oggi le contese si sono risolte e si sono concretizzate in un progetto denominato “Creazzo Citypark”, un’importante opera di rinascita urbana, un passo verso un futuro più sostenibile in fase di realizzazione e promossa dall’impresa di costruzioni Dalla Verde di Montecchio Maggiore (VI), fautrice della rigenerazione di quest’area strategica situata nel cuore del centro abitato. L’iniziativa ha previsto la demolizione del vecchio stabilimento industriale per fare spazio a un parco urbano “diffuso”, con viabilità pedonale e ciclabile, e a nuove residenze a basso impatto ambientale. Il progetto “Creazzo Citypark”, dunque, prevede - in collaborazione con l’amministrazione e l’ufficio tecnico del Comune - la riqualificazione dell’intera area degradata previa l’eliminazione dello stabile esistente. Le operazioni di demolizione hanno consentito di diminuire significativamente la volumetria dell’edificio (70.000 m3) e di abbassarne l’altezza (25 m), recuperando spazi prima inutilizzati: saranno quattro i nuovi edifici residenziali da 22.000 m3 complessivi, rispetto a quelli della struttura precedente, che sorgeranno in quest’area, palazzine caratterizzate da elevati standard di efficienza energetica e sicurezza antisismica. Il progetto - che testimonia l’impegno della società veneta nel perseguire una visione urbanistica che unisca alle necessità abitative ampie aree verdi a disposizione dei cittadini, in un’ottica di riqualificazione sostenibile del territorio - va ad aggiungersi ad altre iniziative pluriennali portate avanti dall’azienda sul territorio comunale volte a valorizzare zone degradate e incrementare il patrimonio edilizio con criteri innovativi. Anche l’attuale sindaco di Creazzo, Carmela Maresca, ha espresso apprezzamento per “il recupero di un’area problematica che restituirà valore aggiunto alla città”.

 

Un progetto “su misura” 

Dalla riqualificazione di un’area di interesse vitale per tutta la città nascerà quindi un progetto architettonico che integrerà le esigenze di tutta la comunità di Creazzo, riportando aria e luce, valorizzando le specie vegetali autoctone e conciliando lo stile di vita contemporaneo con le irrinunciabili esigenze di viabilità, sostenibilità e risparmio energetico. Disegnato dallo studio MAM Architetti, questo intervento residenziale sarà sviluppato su soluzioni all’avanguardia per qualità del progetto architettonico, management del processo costruttivo e scelta di materiali e finiture di prim’ordine. Per realizzare tutto ciò, però, serviva prima demolire le strutture esistenti. Di questa delicata fase operativa se n’è occupata l’azienda Mattiello Bruno Scavi, che da oltre 40 anni si occupa di scavi e demolizioni in provincia di Vicenza, città in cui ha la sua sede operativa. “Svolgiamo la nostra attività con professionalità e dedizione, caratteristiche fondamentali che ci contraddistinguono dai concorrenti locali”, racconta Dario Mattiello, titolare dell’azienda vicentina. “L’esperienza acquisita in quarant’anni di attività ci permette di proporre soluzioni operative convenienti ed eseguire interventi con l’impiego di macchine, attrezzature e tecnologie all’avanguardia, sia particolarmente complessi che di dettaglio, anche su aree di intervento dalla ridotta superficie operativa”. La Mattiello Bruno Scavi è specializzata in interventi di scavo di sbancamento e movimento terra in genere ed è in grado di operare in ambienti di piccole, medie e grandi dimensioni, sia nel settore edile civile che industriale. In particolare, l’azienda si focalizzata nelle attività di trasporto (iscritta all’Albo Gestori Ambientali, è autorizzata al trasporto in conto proprio e per conto terzi di rifiuti non pericolosi), di recupero ambientale ed esecuzione di migliorie fondiarie, sia in ambito pubblico che privato, nonché in opere e urbanizzazioni (interventi di ingegneria naturalistica e difesa idraulica, posa di tubazioni per sottoservizi, formazione di sottofondi per sedimi stradali ed edilizi, opere di finitura superficiale) e demolizioni di piccole, medie e grandi opere edili civili e industriali. 

Siamo dotati di un ampio parco di macchine operatrici di varie dimensioni e in continuo rinnovamento”, conferma Dario Mattiello. “Oltre a escavatori cingolati da 14 a 300 q, pale caricatrici gommate e cingolate, rulli compattatori, camion mezzi d’opera a 4 assi, camioncini a 2 assi, autoarticolati con carrellone e rimorchio e camion scarrabili, abbiamo in dotazione svariate attrezzature, tra martelli idraulici demolitori, benne, lame, attrezzature per taglio asfalto e cemento. Per affrontare adeguatamente gli interventi di demolizione utilizziamo macchine operatrici con bracci in grado di eseguire lavorazioni fino a 22 m di altezza equipaggiate con attrezzature da frantumazione e demolizione altamente affidabili ed efficaci”. 

 

Coppia da demolizione

La demolizione a cura della Mattiello Bruno Scavi è stata eseguita ad opera d’arte e nei tempi prestabiliti. Nella fattispecie, l’impresa vicentina ha utilizzato due attrezzature a marchio VTN: il frantumatore rotativo FP 24 e il Multi Processor MT 20. “Il frantumatore rotativo FP 24, in quest’occasione montato su un escavatore PMI 460 Demolition, è una delle molte soluzioni che VTN Europe offre sul mercato”, spiega Dario Mattiello. “Quest’attrezzatura ci consente di affrontare sia interventi di demolizione primaria che secondaria, una soluzione molto efficace che ci consente di abbattere - e allo stesso tempo frantumare -strutture in calcestruzzo e cemento armato”. Il frantumatore rotativo FP 24 è uno degli 11 modelli appartenenti alla linea FP del costruttore di Pojana Maggiore (VI) e si caratterizza per un’alta coppia di rotazione (360°) e per una rilevante forza di serraggio, due peculiarità che permettono alle imprese di demolizione di lavorare in altezza a quote medie e a terra, garantendo elevati livelli di produzione. Caratteristiche, queste, che si associano a peculiarità tecniche come la ralla di grande diametro, il cilindro rovesciato e completamente protetto, l’impianto idraulico di facile accessibilità, i taglienti intercambiabili a profilo ondulato e la punta intercambiabile. “Non dimentichiamo lo Speed Valve, un elemento che aumenta la produttività dell’attrezzatura e protegge il sistema idraulico dai picchi di pressione”, aggiunge Mattiello. La seconda attrezzatura utilizzata nel cantiere di Creazzo è il Multi Processor MT 20, appartenente alla serie MT di VTN Europe: si tratta, in questo caso, di un’attrezzatura costituita da un corpo telaio principale alla quale possono essere montate diverse tipologie di chele destinate alle più svariate attività di demolizione, frantumazione, taglio di strutture in ferro e riciclaggio. Caratterizzata da un impianto idraulico facilmente accessibile, è disponibile in nove modelli e con sei kit chele differenti e si distingue per un’elevata coppia di rotazione (360°), per i cilindri rovesciati e completamente protetti, per i taglienti intercambiabili a profilo ondulato e per i puntali e/o denti intercambiabili. Anche nel modello MT 20, così come in tutti quelli della gamma dall’MT10 in su, è presente la “Speed Valve”, che - come anche sottolineato da Dario Mattiello - è garanzia di cicli brevi e affidabili.

 

Dalla Verde: costruttori dal 1952

L’impresa edile Costruzioni Dalla Verde di Vicenza è impegnata in iniziative autofinanziate di edilizia residenziale, direzionale e industriale e vanta una notevole esperienza nelle costruzioni e nel restauro di edifici storici. Per Costruzioni Dalla Verde costruire è una vera tradizione di famiglia, risalente al lavoro di nonni e bisnonni nel secolo scorso. La vision condivisa “Costruire esclusivamente architettura” ha guidato la scelta dei progettisti e dei collaboratori, tutti di primo piano, così da rendere oggi il brand sinonimo di stile, tecnologia e contemporaneità. “Intendiamo creare redditività, soddisfare e fidelizzare i clienti attraverso il rispetto per l’uomo, l’ambiente, le tradizioni e il contesto sociale, con una produzione indirizzata alla continua ricerca della qualità operando in un ambiente di trasparenza”, affermano dall’azienda vicentina. “Sviluppiamo e realizziamo interventi immobiliari dove intendiamo garantire la soddisfazione del cliente attraverso la massima attenzione alla localizzazione dei luoghi di intervento, alla valutazione dell’impatto ambientale, al pregio architettonico, alla qualità costruttiva e alla qualità delle tecnologie utilizzate, l’adozione di documenti tecnici e commerciali chiari e trasparenti, una comunicazione e un’assistenza tempestiva, trasparente e chiara con il cliente stesso prima durante e dopo l’acquisto dell’immobile, nel pieno rispetto dei requisiti concordati. Siamo la terza generazione di una famiglia di costruttori che tramanda la sua esperienza di padre in figlio e siamo cresciuti nella consapevolezza che, insieme alla fatica fisica, è necessario sviluppare quell’innata sensibilità tutta italiana che ci consente di riconoscere e apprezzare la bellezza e l’armonia di un manufatto eseguito a regola d’arte”.

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